Inattività e strumentite…

Nell’ultimo mese niente uscite ! Cielo a dir poco scandaloso.

Le mattutine speranze sono state puntualmente vanificate di pomeriggio. Al mattino cielo azzurro e nemmeno una nuvola… dopopranzo puntuale annuvolamento (spesso con pioggia !). Cielo da schifo !

E’ da quasi 2 anni che ho ripreso ad occuparmi di astronomia. Non ricordo un periodo così lungo di cielo pessimo (almeno dalle mie parti).
E’ proprio in questi periodi che la “strumentite” la fa da padrona… ed infatti…

Sono stato sempre attirato dal “makkettino”, il Mak 90mm della Skywatcher, sia per le lusinghiere recensioni trovate in rete, sia per la compattezza e leggerezza dello strumento. Inoltre, almeno ritenevo, potessere essere lo strumento da “balcone” ideale.
Sicuramente più del Newton 150/750 (con la sua montatura un po’ trabballante) e del rifrattore Orion 100/600 (un acro aperto che da soddisfazioni solo sotto cieli bui).

E così, appena presentatasi l’occasione su Astrosell, accomi in possesso di un bel “makkettino”, pagato 80 euri incluse s.s. (!). Meno di un oculare mediocre.
Non mi aspetto miracoli. Solo qualche piacevole osservazione estemporanea da balcone su Luna, pianeti (quando ci sono) e magari Sole (durante il prossimo ciclo).

Il Mak aveva una piccola barra a coda di rondine con dei fori filettati che ho utilizzato per collegarli alla vecchia barra autocostruita dal precedente proprietario del rifrattore Orion ed adattata alla EQ 3.2. Un paio di fori da un tornitore amico… e via ! Nessun attacco per il cercatore quindi Telrad saldamente collegato al piccolo tubo ottico mediante elastici !

Devo dire che sono per il momento impressionato. Ho avuto modo di utilizzarlo 3-4 sere dal balcone per osservare Luna (ormai agli sgoccioli) e Giove in prima serata. Davvero incredibile.
All’apparenza sembra un giocattolo ma ha davvero carattere il piccolino.
Sulla Luna l’incisione, nonostante il seeing pessimo, era decisamente buona. Con il dobson la risoluzione è naturalmente molto maggiore ma devo sempre utilizzare il filtro polarizzatore variabile per poter osservare senza accecarmi. Con il piccolino no.

Su Giove conta molto la turbolenza atmosferica e la stabilità termica. Nei rari momenti di seeing discreto devo dire che riesce a tirar fuori qualche dettaglio interessante – la macchia rossa l’ho intravista un paio di volte. Ingrandimenti massimi in questo periodo tra 78 e 104. Mi sono sembrati quasi sempre troppi i 156x dell’Hiperyon zoom portato a 8mm.

Tutto sommato per il momento mi ritengo molto soddisfatto dell’acquisto.

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