Considerazioni sull’inquinamento luminoso

Riporto le mie considerazioni già esposte sul forum di Coelestis. Un utente, nella speranza di trovare cieli bui, si è recato in uno dei luoghi teoricamente più scuri del circondario: monte Cervati a circa 1.700 metri slm. In effetti anche dalle mappe del Cinzano, dovrebbe essere un posto ottimo per le osservazioni.

Invece – almeno per chi ci si è recato quella sera – è stata una delusione:

Giunti già provati abbiamo fatto giusto in tempo a montare i dobson prima che, dopo un crepuscolo con spettacolare vista su un mare di densa foschia, avesse inizio la notte astronomica. Alla fine della nottata, sfibrati dopo avere già cominciato da stanchi, avremmo tirato le nostre somme: NON NE VALEVA PROPRIO LA PENA.
Speravo che questo sito potesse competere con il Pollino ma mi sono dovuto ricredere: targhe ben leggibili a circa un metro grazie alla luce ambientale tirata su dai centri costieri e interni nonostante attenuata dalla cappa nebbiosa dei bassi strati, con solo 10-15 gradi di orizzonte buio (centrato proprio a sud).
I rilevamenti dello SQM sono stati: 21,36 alle 23 (21,16 sull’orizzonte ovest), 21.38 a mezzanotte con il picco, raggiunto all’una, di 21,42. Ci aspettavamo qualcosa in più! Sfiancati dalla salita abbiamo fatto osservazioni superficiali con rapido passaggio da un oggetto all’altro senza soffermarci come solitamente facciamo e senza prendere alcuna nota. Tra le galassie osservate le uniche – che io ricordi ma Emiliano potrebbe soccorrermi – delle quali si è avuta una visione fotografica sono state M64 Black Eye nella Chioma, M106 davvero spettacolare e le mai deludenti M51, M104, NGC5907 nel Dragone; NGC4565 a 270X (oculare UWA 8,8) fuoriusciva con le sue estremità dal campo ed M97 mostrava i suoi occhi da gufo; di M101 abbiamo osservato alcune delle condensazioni sulle braccia. Deludente invece la visione di M83 nell’Idra (forse occorreva un cielo più terso?), di M100, di NGC3184 (Ursa major) e di NGC6946 della quale si intuiva davvero a fatica la struttura spiraliforme (cielo insufficientemente buio).
In compenso il seeing, diversamente da quello dei siti nostrani (sempre tra il mediocre e lo scadente) era straordinario e ci è stato di grande aiuto nel fare esplodere i pochi globulari acchiappati e nel definire le bande di polveri e altri dettagli delle galassie osservate.
Im definitiva il sito di cui trattasi mi é parso impietosamente inferiore al Piano Visitone (Pollino, aprile 2006), e non all’altezza del Passo del Diavolo (parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise). Non credo di sbagliarmi se dico che anche Forca di Presta sui Sibillini esprime un potenziale maggiore.” (Vega71)


Le mie considerazioni sono state le seguenti:

Possibile che le luci della costa possano dare problemi a 1.700 mt ? Teniamo presente che non si tratta nemmeno di cittadine ma al massimo di “paesi” (alcuni “paesini”).

Il problema del buio pesto poi – quello per cui “non si vedeno le mani” me lo sono sempre posto perchè nei tre luoghi in cui ho osservato più spesso le situazioni sono molto differenti e – per certi versi (almeno per me) – incomprensibili; nella mappa allegata le zone grigie sono quelle in cui la magnitudine limite visuale è la migliore (in teoria dovrebbero essere cieli ideali):

Mappa visibilità NLM (magnitudine limite ad occhio nudo)
Mappa visibilità NLM (magnitudine limite ad occhio nudo)

1. San Giovanni a Piro – mt. 300 slm, un pianoro esposto a sud a picco sul mare. E’ l’unico posto in cui, in una serata eccezionale del novembre 2006, per poco “non si vedevano le mani”. Eravamo in 3 e per oltre mezzora non riuscivamo nemmeno a scorgere l’auto parcheggiata a pochi metri – nemmeno il profilo, nulla. Come se non ci fosse. Avevo da poco ricominciato ad osservare e quindi non ho verificato ne magnitudine limite ne altro. Però il cielo era davvero scuro, soprattutto verso sud.
Ci sono andato altre volte ed il cielo verso sud è comunque sempre molto scuro anche se in altri casi l’auto si vedeva !
Comunque anche le luci della costa, si ha tutto il Golfo di policastro ai propri piedi, non mi hanno mai infastidito in quanto ad estinzione, ma solo se mi incantavo a guardare il panorama, per l’adattamento al buio!

2. Torraca – mt. 450 slm, una collinetta ripara dalle luci di Torraca, a circa 3 km in linea d’aria e da qualche lampione più in basso, lungo la strada senza uscita che serve alcune villette. La luminosità che sale da Sapri è consistente anche se – a seconda dell’umidità presente nell’aria – spesso consente di osservare decentemente oltre i 30° dall’orizzonte.
E’ il posto prediletto per le uscite dell’ultimo momento, ci arrivo in 15 minuti. Ed il cielo – soprattutto quando l’umidità è molto bassa – è più che discreto (ci ho osservato M101) verso N-NE il cielo è davvero scuro in queste occasioni. Ma l’auto l’ho sempre vista, così come i profili delle colline intorno.

3. Comune di Casaletto Spartano nei pressi del Santuario della Madonna dei Martiri – mt. 650 slm. Uno dei luoghi più assurdi da cui ho osservato – in primavera ed estate perchè d’inverno spesso ghiaccia ed io non sono attrezzato.
Il cielo è sempre stato incredibile, con la via lattea scolpita, piena di chiaroscuri: M8, M17, M33, M31, Nord America e altro visibili ad occhio nudo ed in visione diretta ! Magnitudine limite sicuramente superiore a 6,5, eppure… visibilità fino a circa 30mt intorno ! E’ quasi come se fosse la Via Lattea ad illuminare la zona…
A 300 mt più in basso c’è una piccola frazione di Casaletto Spartano, in tutto una decina di lampioni ed a 4-5 km in linea d’aria, verso sud, il piccolo paese di Tortorella (magari li i lampioni sono 20). Ma a parte il leggero fastidio delle loro luci dirette, non mi è sembrato che l’estinzione delle luci – soprattutto di Tortorella che è più alto – potesse superare qualche grado dal suolo.

Secondo me avete beccato solo una serata notevolmente umida che, dalle nostre parti, penso sia la problematica più grossa. Problema secondo me del tutto diverso rispetto all’inquinamento luminoso che deriva da centri urbanizzati e che può estendersi per molte decine di chilometri e per decine di gradi in altezza.

Andando a verificare la Mappa della Brillanza Totale si ottengono inoltre risultati differenti rispetto alla NLM.  Con il risultato che la zona “migliore” si riduce considerevolmente:

Mappa Brillanza Totale
Mappa Brillanza Totale

Dalla descrizione del Cinzano: “La mappa della brillanza totale del cielo notturno fornisce un indicazione della qualità del cielo notturno in un territorio. Essa e’ stata calcolata allo zenith tenendo conto dell’altitudine e della brillanza naturale del cielo (anch’essa funzione dell’altitudine). L’altitudine ha effetto sulla brillanza naturale del cielo, sulla brillanza artificiale e sulla estinzione della luce stellare ed è stata ottenuta da una mappa digitale (DEM). La brillanza naturale dipende dalla direzione di osservazione e dall’altitudine ed e’ stata ottenuta con i modelli di Garstang (1989) che tengono conto della luce naturale proveniente da tutto il cielo che viene diffusa dalle particelle e dalle molecole lungo la line a di vista dell’osservatore per le condizioni atmosferiche assunte.”

Mi sa che fra poco mi compro l’SQM… !

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