Baader Hyperion Zoom 8-24

Ho acquistato questo oculare assieme al dobson GSO da 10″ nel marzo del 2007. Avevo già letto delle buone recensioni sia dello zoom in questione che degli altri oculari della serie Hyperion ed avevo suggerito al mio amico Fortunato, in procinto di acquistare prima di me il dob GSO, di valutarne l’acquisto per avere fin dall’inizio una buona scelta di ingrandimenti.

Inutile dire che, non appena gettatoci l’occhio dentro me ne sono innamorato !

Specifiche tecniche:

Lunghezza focale: 8-24mm (ClickStop a 8, 12, 16, 20, 24 mm)
Campo apparente: 49° (24mm) – 68.5° (8mm) (variazione continua)
Estrazione Pupillare: 10-15mm
Numero di elementi ottici: 7
Trattamenti ottici: Phantom Coating Multistrato su tutte le superfici ottiche
Peso: 280 g circa
Prezzo: € 190 circa

Costruzione:

La prima cosa che mi ha sorpreso è stata la sua dimensione, almeno rapportata agli oculari fino ad allora utilizzati, due plossl da 20mm e 10mm ed un oculare LET 5mm, tutti della Skywatcher (nella foto l’Hyperion è messo a confronto con il plossl da 20mm).

Baader Hyperion Zoom 8-24

L’oculare mi è arrivato contenuto in un consistente scatolo di cartone. Al suo interno l’oculare era racchiuso in una bella sacca di similpelle con laccetti. Una volta estratto mi ha dato subito la sensazione di ottima fattura e solidità.
Nella parte superiore il generoso paraluce si estrae nella posizione preferita facendolo ruotare. Il trattamento antiriflesso delle lenti è abbastanza neutro. Solo inclinandole nel giusto modo appare una leggera colorazione, a volte violacea a volte verdastra.

hypz_alto3.jpg

Sotto la gomma esterna del paraluce estraibile troviamo una filettatura (SP54 Hyperion-System) per la fotografia in proiezione che consente, con gli opportuni anelli adattatori, di collegare una fotocamera digitale.
La ghiera dello zoom è rivestita con una comodissima gomma antiscivolo.

Dettaglio paraluce

Il barilotto da 31,8mm (il mio modello è quello vecchio, che non prevedeva il secondo barilotto da 50,8mm) ha la scalanatura di protezione.

hypz_basso.jpg

Una cosa strana e che mentre il barilotto esterno, quello vero e proprio, è annerito all’interno (per evitare riflessi nocivi), non lo è altrettanto il “barilotto” più interno, quello che contiene il gruppo di lenti che rende possibile lo zoom.
Francamente non so se inizialmente fosse annerito e si sia consumato con l’uso, dato che è al suo interno che si sposta il gruppo di lenti che permette la variazione di focale dell’oculare.

hypz_basso2.jpg

In questo modo quando lo zoom e sulla posizione 24mm – e quindi il gruppo di lenti è arretrato rispetto all’orlo del barilotto interno – presumo che possano esserci dei riflessi residui. Probabilmente è anche questo il motivo per cui, soprattutto in posizione 24mm, il bordo del campo visivo appare come “sfumato” e l’immagine soffre di una certa luminosità di fondo.

hypz_barilotto-interno1.jpg

Il problema si avverte molto meno riducendo la focale, in quanto il gruppo ottico si sposta verso la fine del barilotto interno riducendo e poi azzerando la zona non perfettamente annerita.

hypz_barilotto-interno2.jpg

Un’altra cosa fastidiosa e che questo barilotto è abbondantemente ingrassato per rendere scorrevole l’escursione del gruppo ottico. In tal modo risulta estremamente difficile poter pulire la lente (io non l’ho ancora fatto anche se forse una pulitina la meriterebbe).

La ghiera dello zoom, pur consentendo la variazione della lunghezza focale dell’oculare in modo continuo, è dotata di un meccanismo a “scatti”, che è presente alle seguenti focali: 24-20-16-12-8 mm.
Capita a volte che andando a fine corsa con lo zoom (su 24mm) se si forza troppo la ghiera inferiore tenda a sganciarsi ed a girare con tutto il barilotto esterno. In questi casi il consiglio è estrarre un attimo l’oculare per fissare con forza la ghiera inferiore al fine di evitare che si sganci accidentalmente.

Impressioni d’uso:

L’utilizzo di questo oculare con un dobson penso sia la più bella esperienza che un’astrofilo, soprattutto alle prime armi, possa fare ! Il senso di “comodità”, oserei dire di “libertà”, di osservazione lo ritengo il maggior pregio di questo oculare.

Una volta serrato sul fuocheggiatore si diventa un tutt’uno con lo strumento. Anche vagare senza meta può essere piacevole; al minimo dettaglio interessante basta girare l’oculare… e ci si fionda sopra.

Ho utilizzato questo oculare con tre telescopi finora: un rifrattore acromatico da 10cm di diametro, un newton 150mm F5, un newton 250mm F5. Devo dire che con tutti gli strumenti l’Hyperion Zoom si è comportato in maniera adeguata anche dal punto di vista della quelità delle immagini mostrate.

Il campo apparente varia parecchio a seconda della focale utilizzata:

24mm 50°
20mm 52°
16mm 56°
12mm 58°
8mm 68°

L’ultimo passaggio (da 12mm a 8mm) a volte disorienta soprattutto nell’osservazione dei pianeti, visto che alla variazione dell’ingrandimento si accompagna anche una considerevole variazione del FOV. Con la conseguenza che, rispetto al campo inquadrato, il pianeta sembra non si sia ingrandito abbastanza nel passaggio tra le due focali.

L’estrazione pupillare dichiarata è 10-15mm ma secondo me un po meno; io stesso che soffro di astigmatismo (per fortuna non eccessivo) ho provato ad utilizzare gli occhiali con il paraluce completamente abbassato, ma ho trovato qualche difficoltà. Anche poggiando le lenti degli occhiali all’oculare riuscivo a vedere solo una minima porzione del campo, ed anche con Luna e pianeti la cosa era alquanto fastidiosa.

Nulla da dire invece sulla distorsione, coma assente fino ai bordi !

A 24mm di focale il bordo del campo di osservazione è come sfumato e l’intera immagine, seppur comunque gradevole, risulta soffrire di una certa luminosità diffusa che a volte, soprattutto in presenza di cieli non molto scuri, può dare fastidio. Nulla di drammatico, ma molto spesso preferisco spostarmi immediatamente a metà tra i 24mm e 20mm di focale (i primi due click-stop) per rendere più scuro il bordo ed il campo.

L’oculare non è parafocale ma… quasi. Basta davvero poco – utilizzo il solo demoltiplicatore 10x del mio fuocheggiatore – per riportare a fuoco dopo aver cambiato ingrandimento.

Luna e pianeti
L’incisione – beh, non è un ortoscopico ! Le immagini non mi danno l’impressione di essere molto contrastate anche se ho osservato magnificamente sia la Luna che i pianeti (anche interponendo una barlow apo 2x) e le immagini mostravano anche dettagli particolarmente fini. Gli ortoscopici li ho utilizzati 25 anni fa; erano un’altra cosa sui pianeti e sulla luna, ma lo erano anche i miei occhi !
Buono invece il campo apparente, che rende le osservazioni a maggiori ingrandimenti meno complicate – soprattutto con un dobson.

Deep-Sky
Il punto di forza di questo oculare penso sia il deep-sky, soprattutto per i neofiti ed i possessori di dobson. La possibilità di zoomare con continuità (per esempio da 52x a 156x con il mio dobson) senza mai lasciare la “presa” è davvero fantastica. Anche per lo star-hopping è spesso utile poter ingrandire o restringere un attimo il campo per meglio seguire il proprio percorso.
E’ chiaro che il campo apparente, soprattutto a bassi ingrandimenti, non è il massimo, ma non sono poi molti gli oggetti “telescopici” troppo estesi da creare problemi.

Conclusioni

L’Hyperion Zoom mi ha molto soddisfatto. Pur con i limiti evidenziati ritengo sia un ottimo oculare “tuttofare”, con un’imbattibile rapporto qualità-prezzo.
Inoltre – ma questa è una considerazione assolutamente personale – penso sia l’oculare che ogni possessore di dobson dovrebbe avere nel suo corredo. Per il neofita penso sia quasi un dovere, per un esperto sicuramente un piacere !

Cieli sereni

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