Report del 2008.11.01

Sapri (SA) – 10 mt. s.l.m.

01.11.2008 – Dalle ore 19,30 alle 21,30 circa
Mag. limite 3,0 S – 5,0 N/NE
Trasparenza buona
Turbolenza bassa
Seeing = 6-7 (scala di Pickering – 10=migliore)

Dopo davvero mooolto tempo, in una delle poche serate decenti (e senza il tempo di recarmi in posti migliori), l’Urban Astronomer che è in me decide di rispolverare il Dobson per una fugace osservazione “domestica”.

Il luogo non è certo dei migliori. Il piazzale retrostante alla scuola media, a 50 mt. da casa. Diciamo che per i “cittadini” anche questo sarebbe un posto non male… Le luci dei lampioni, presenti in abbondanza nella zona, sono abbastanza schermate da due grossi alberi e dal fabbricato in cui abito.

Verso Nord e Nord-Est il cielo è abbastanza scuro fino allo zenit. Verso Sud le stelle man mano scompaiono.
Ogni tanto qualche inquilino al 5° piano accende qualche luce nelle varie camere (legittimo, per carità) facendomi smadonnare… 🙂

Comunque, meglio di niente.

Non mi aspettavo una serata così buona – in mattinata era molto nuvoloso – e quindi non avevo minimamente preparato l’osservazione. Come troppo spesso mi capita ultimamente…

Recupero delle vecchie mappe, infilo il Dob in macchina e si va.

Con il Cigno ancora allo zenit e memore della stupenda visione della Veil (da ben altro sito) ci provo anche in queste condizioni tutt’altro che ottimali con l’ausilio del”UHC-S della Baader. NIENTE ! Cercata per molto tempo ma niente, nemmeno una parvenza. Probabilmente troppo ostica per queste condizioni.

Passo a qualcosa di più facile M31 – un must di questi periodi. Non è ancora altissima ma è sempre un bel vedere. Nessuna banda scura nè M32, solo un accenno di M110.

Restando in Andromeda cerco NGC 404. Si percepisce chiaramente cercando di tenere fuori vista Beta Andromedae. Nulla di più di un dischetto evanescente, ma c’é.

Passo poi a NGC 752, un bell’ammasso aperto di cui ricordo delle foto con stelle arancioni molto colorate, ma all’osservazione visuale i colori non ci sono.

Nell’apoteosi del cazzeggio – non mi viene termine più corretto – cerco di osservare NGC 891 ! Provo in tutti i modi almeno a percepirla ma niente ! Sono abbastanza frustrato.

Andando a memoria mi rivolgo da tutt’altra parte ed osservo M15 in Pegaso. Un bel globulare in passato risolto quasi fino al centro. Anche osservando a lungo, in distolta e con attenzione non vado al di la della risoluzione della parte più esterna.

Provo anche a cercare NGC 7331 ma è praticamente allo zenit e con i dob allo zenit è molto difficile fare starhopping. Dopo poco rinuncio.

Per consolarmi punto NGC 869/884 il doppio ammasso del Perseo. Sempre molto bello.

Quindi M34, ricco e luminoso ammasso aperto.

A questo punto, deluso dal non essere riuscito a percepire NGC 891, e dato che l’idiozia umana non ha limiti, cerco M33. Rido da solo al pensiero ma, incredibilmente, la vedo. Vedere è una parola grossa.
Diciamo che la percepisco perchè so dov’é, lo osservata altre volte e ne conosco bene il campo. Mi appare come una leggera sfocatura che si estende per gran parte del campo visivo (è molto estesa) ma è davvero al limite. Mi ritengo comunque soddisfatto.

Passo a Cassiopeia ma non ho con me nessuna mappa. Per giunta – non so perchè – in  passato ho osservato molto poco da quelle parti. Individuo facilmente M103, un bellissimo e raccolto ammasso aperto.
Proseguo verso la direttrice Delta-Epsilon perchè nel cercatore mi sembra di vdere un’altro ammasso aperto. E lo osservo. E’ più grande di M103 ed è molto bello ma non lo conosco.
Solo tornato a casa lo identifico grazie a Carte Du Ciel: era NGC 663 !

Il Toro è ancora basso, non ho con me mappe del Perseo, ormai al quinto piano è un fiorire di luci accese.
Per giunta vengo all’improvviso raggiunto da due pastori maremmani abbaianti – squinzagliati da un ragazzo che abita li vicino e che, nell’oscurità, non mi aveva visto.
Abbastanza scosso (e incazzato) ho anche dovuto fargli vedere “qualcosa” con il telescopio. Giusto M31 ed il doppio del Perseo. Il ragazzo, osservando il doppio ammasso, mi ha detto: “… e pensare che tutte quelle stelle sono a centinaia di chilometri …”. Ho detto “Si”.

Poi ho cominciato a smontare il dobson.

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