Report del 21.12.2008

Torraca (SA)
01.11.2008 – ore 17,00 – 19,30
Mag. limite 6,0 circa
Trasparenza ottima
Turbolenza altissima
Seeing = 5-6 (scala di Pickering – 10=migliore)

Da pochi giorni in possesso di collimatore Hotech e filtro OIII Astronomik, non vedevo l’ora di godermi una bella serata osservativa.
Fin dal mattino il cielo terso era di buon auspicio. Il seeing non sarebbe stato il massimo e lo si capiva dalla velocità con cui piccole nuvole attraversavano il cielo. Poco male. Appena in tempo per finire la mappa di Perseo, raccogliere qualche altra mappa e si va.

Con grande soddisfazione inserisco il collimatore Hotech (a proposito, davvero ben fatto) nel porta oculari e verifico – per la prima volta – la collimazione.

Ma come cavolo è collimato ! Il raggio laser è fuori dal centro del primario di almeno 1 cm e mezzo !

Cavoli. E io che ritenevo sufficiente la collimazione col “buco”. In due minuti collimo il secondario. Quindi passo a collimare il primario, tutto molto facile e veloce. Quando però blocco il primario perdo anche la collimazione. Riallento, ricollimo, quindi faccio molta attenzione a bloccare con molta leggerezza agendo sulle tre viti con piccoli tocchi. Ora è perfetto.

Naturalmente metto nello zaino il collimatore anche per verificare a destinazione quanto incida il tragitto sulla collimazione.

Infilo tutto in macchina e via. E’ ancora giorno ma, dato che ho intenzione di verificare la collimazione sul posto, preferisco arrivare con ancora un po di luce a disposizione. Alle 17,00 ho già montato tutto.

Il panorama è mozzafiato ! Un bellissimo e limpidissimo tramonto, con Giove e Venere che iniziano ad apparire, Inserisco nuovamente il collimatore nel portaoculari e… quasi perfetto. Nonostante le curve, la strada piena di buche ecc. il fascio laser è al centro del primario. Giusto per pignoleria – c’è ancora troppa luce per osservare – ricollimo ancora più finemente. Ci metto due minuti. Ora la collimazione è perfetta !

Allineo telrad e cercatore su Venere e, visto che ci sono, do’ un’occhiata fugace… Ma che schifo…

L’aria ribolle come una pentola a pressione ! Giove poi è inguardabile ! Vero che è molto basso ma i bordi del pianeta ribollono anche a 52x.  In effetti una brezza tesa e fredda spira da Nord. Ma per il momento è accettabile.

Aspetto che faccia buio e quindi apro il raccoglitore ad anelli con le ultime mappe. Il problema è che ho difficoltà anche a sfogliare le pagine. La brezza tesa si sta intensificando. Vabbe’.

Invece di iniziare con il solito tour degli “showpieces”, ho intenzione di dedicarmi con maggior impegno alle singole costellazioni e cercare di osservare tutti gli oggetti che ho segnato sulle mappe, stelle doppie a parte – non è davvero serata.  Le stelle una volta a fuoco sono davvero puntiformi – finalmente una buona collimazione – ma restano a fuoco per poco. Il vento è rinforzato e inizia a ballare anche il tele. Ma porca…

Non parliamo poi delle mappe. Inizio a tirare fuori i singoli fogli ma è difficile anche tenerli in mano senza farli svolazzare. Poi la pila rossa inizia a fare le bizze… Insomma…

Ma ormai sono lì e decido che non smetterò fino a che il vento non mi porta via il tele !

Parto dal Doppio Ammasso del Perseo, l’unico oggetto di questa costellazione che abbia osservato finora. Con l’aiuto delle mappe trovo in un attimo NGC 957, un’ammasso aperto davvero bello, non particolarmente ricco.

Con altrettanta facilità individuo Trumpler 2, che appare composto da una dozzina di stelle discretamente luminose. Abbastanza agevole anche l’individuazione di NGC 744, che mi pare di scorgere anche nel cercatore. E’ abbastanza piccolo non certo spettacolare.  Ora il difficile. Scovare M76.  Ci metto un poco perchè non riesco a trovare elementi particolari per lo starhopping con il cercatore. Individuo la zona a spanne e quindi utilizzo il metodo della spirale fino ad individuarla. E’ molto evidente. Porto lo zoom a circa 100x. Poi a 156x. E’ evidente. La osservo a lungo cercando di far emergere le zone periferiche. Dopo un poco inizio a vedere un accenno di struttura oltre alla “nocciolina”.
Francamente non so se il filtro OIII possa aiutare. Ma l’ho appena comprato quindi…
Una delusione. La nebulosità diventa scurissima. La “nocciolina” c’è ancora ma è diventata davvero troppo scura.
Allora provo con l’UHC-S. Meglio dell’OIII. Ma preferisco la visione senza filtri.

Mi sposto ora verso Lambda Persei.

L’ammasso NGC 1528 è evidentissimo già nel cercatore,  bello e ricco, con alcune stelline più luminose che appaiono azzurrognole. Da li è facile NGC 1545, altro ammasso aperto poco appariscente. Tra Lambda e Mu Persei c’è NGC 1513. Molto bello. Le stelline sono tutte poco luminose, ma è molto ricco, a 156x riempie per metà l’oculare. Sembra una leggera sabbiolina. Risalgo verso Lambda Persei e vado oltre per circa la stessa distanza alla ricerca di NGC 1491. La foto che ho a disposizione inganna parecchio. Mi aspetto di vedere una nuovoletta ma in effetti, solo dopo vari tentativi, individuo una nebulosità molto tenue intorno ad una stellina. La si nota soprattutto muovendo leggermente il tele. Poi bisogna osservare in distolta. Provo l’OIII. Stavolta mi sembra di notare maggiormente la nebulositò – anche se molto meno estesa; ma è molto più scura. Meglio l’UHC-S, che sembra il miglior compromesso.

Con maggiore difficoltà individuo NGC 1624. Senza filtri è davvero tenue, anche se evidente anche in visione diretta. Con l’OIII diventa più consistente, più rotonda, ma anche molto più scura. Con il vento che tira ora diventa davvero difficile anche fuocheggiare perchè se lascio completamente il tubo qualche folata particolarmente forte riesce a farmi sparire il bersaglio dall’oculare ! Con l’UHC-s la nebulosità diventa minore in quanto ad estensione ma molto più luminosa. Preferisco certamente la visione con l’UHC-S.

Vado ora verso Beta Persei ed M34, che si individua facilmente nel cercatore. Ammasso aperto molto bello ed esteso, a 156x riempie l’oculare. Non è estremamente ricco ma ci sono una dozzina di stelle di buona luminosità. Aiutato da due stelline ravvicinate che riesco a riconoscere dalle mappe che ho preparato trovo con relativa facilità NGC 1023, bella galassia vita di taglio; non è molto luminosa ma osservando con attenzione si scorge un nucleo più luminoso ed una forma abbastanza allungata. Niente da fare per NGC 1528 che non riesco a trovare nonostante ci provi parecchio.

In effetti la serata sta diventando comica. Per il freddo sono imbacuccato alla grande. Ma data l’età per leggere le mappe devo inforcare occhiali da lettura. Che ho appesi al collo con un laccetto. Solo che il cappello di lana è ben calcato sulla testa.  Credetemi è difficile inforcare occhiali senza avere a disposizione un paio di orecchie !
Immaginatevi il mio starhopping:

1. inforco gli occhiali alla meno peggio, con le stanghette ai lati del cappello più o meno in corrispondenza delle orecchie
2. accendo la luce rossa
3. osservo la mappa
4. spengo la luce rossa
5. tolgo gli occhiali
6. occhio al cercatore
7. occhio all’oculare
8. niente !

Si riprende dal punto 1!

Il tutto con un vento che inizia a diventare imbarazzante (Ragazzi, prima scherzavo!).

Passo a Zeta Persei.  Ricordo che è una multipla. Fuocheggiare è diventato arduo. Anche tenere il tele. Nonostante il seeing da schifo individuo anche la componente più stretta. Separata inequivocabilmente. Visto che sono da quelle parti do’ un’occhiata a NGC 1342, un bell’ammasso aperto di forma irregolare.

Visto che utilizzare le mappe è diventato quasi impossibile, mi rendo conto che mi resta ancora poca autonomia.

Rivolgo il tele più in basso, verso Auriga. Mentre mi godo M37, M36, M38 e NGC 1907, il vento si intensifica  ulteriormente.  Essendo praticamente controvento il tele mi scappa quasi di mano ed un po di terriccio mi arriva addirittura in faccia. Ora basta. Inutile continuare.

Un’ultima cosa. M31 è praticamente allo zenit. Ho la fissa di individuare NGC 206 in M31. La punto con il telrad – e visibilissima ad occhio nudo – ed inizio ad osservare. Innanzitutto lo spettacolo è impressionante.Solitamente ci metto un po a distinguere la banda di polvere. Invece la sua percezione è quasi immediata. Notevoli M32 ed M110. Mi aiuto con la foto che ho stampato, individuo la zona e inizio a zoommare avanti e indietro, lentamente.

Operazione non facile perchè l’Hyperion non è perfettamente parafocale e devo spesso rifuocheggiare.  Dopo qualche minuto mi sembra di percepire una zona più luminosa nella zona più esterna di M31 (più esterna in visuale, naturalmente). Provo a muovermi ed a ritornare. Aumento e diminuisco gli ingrandimenti. La luminosità – che mi sembra leggermente allungata – è sempre li.
In tutta franchezza non sono sicuro di aver davvero osservato NGC 206. Ma fa piacere pensarlo !

Con terra e foglie che turbinano intorno in maniera preoccupante è meglio andare via.

Si continua alla prossima !

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