Report del 28.07.2009

Casaletto Spartano (SA) – 28 Luglio 2009 ore 23,10 – 29 Luglio 2009 ore 3,00
Mag. limite 6,0 circa – Trasparenza media, forte umidità
Seeing = 5-6 (scala di Pickering – 10=migliore)

Dopo molti mesi di inattività osservativa riesco a convincere il mio amico Fortunato a recarci nel posto che finora ci ha regalato le maggiori soddisfazioni per le osservazioni. La serata non è sicuramente delle migliori. Come spesso accade in questi periodi una forte cappa di umidità è presente in tutta l’area e le previsioni di seeing e trasparenza non sono le migliori (obbligatoria una visita al sito http://7timer.y234.cn/V3/ prima di recarsi ad osservare ! Davvero molto utile).

Il cospicuo spicchio di Luna tramonta poco dopo le 23,00 quindi non c’è bisogno di arrivare troppo presto. Partiamo verso le 22,00. Arriviamo in un’ora circa ed alle 23,15 il dob GSO 10″ ed il rifrattore acro 100/600 su EQ 3.2 in altazimutale sono pronti ad essere utilizzati. Sul rifrattore montiamo l’Hyperion Zoom ed il cercatore 8×50 raci di Fortunato. Alla bisogna abbiamo il plossl da 32mm. Il mio Hyperion Zoom è invece ormai parte integrante del dob.

Al seguito le mappe realizzate ultimamente e, all’ultimo minuto, un paio di mappe per osservare Nettuno (quando lo ribecco più così vicino a Giove!). Inoltre dovremmo poterci godere un bel transito di Io con tanto di ombra proiettata.

Ci accorgiamo subito che la serata è pessima. Il seeing – che data l’umidità speravamo fosse almeno decente – era invece mediocre. Una leggerissima brezza a livello del suolo (ma sicuramente flussi ben più imponenti anche a quote più alte). Per non parlare poi della trasparenza. Davvero mai visto un cielo così brutto da qui. Addirittura tutta la zona verso sud (la costa) era immersa in un grigiore imbarazzante, tanto da non farci percepire nulla del Sagittario.
Una vera delusione! In altra occasione la Laguna era davvero un “faro” visibile ad occhio nudo. Mentre ci abituiamo all’oscurità ci rendiamo conto che anche Ofiuco è scarsamente visibile. In pratica per circa 30° sull’orizzonte sud si vede ben poco.

La Via Lattea è davvero timida e non finemente scolpita come al solito. Allo zenit le cose migliorano: stimiamo una magnitudine visuale leggermente maggiore di 6, ma niente di eccezionale.

Ci guardiamo in faccia ripetutamente. Arrenderci ? MAI ! Dopo tanta astinenza giammai !

Ebbene… ne è venuta fuori una delle serate più divertenti e rilassanti che abbiamo mai fatto !

Al diavolo le mappe, al diavolo i programmi – e anche al diavolo l’adattamento al buio visto che abbiamo ripetutamente osservato Giove nel corso della serata.

Iniziamo con Giove e Nettuno. Giove ribolle. Ogni tanto – in qualche raro momento di calma – è comunque un bel vedere. Le due bande centrali sono piene di festoni. Io è gia prossimo al bordo, bisogna aspettare. Cerchiamo Nettuno. Dovrebbe essere facile ma ci mettiamo un po’. Anche perchè ci aspettavamo un dischetto simile a quello di Urano, ma l’apparenza stellare di Nettuno ci spiazza. Anche con HR Planetary da 5mm le cose non cambiano. Peccato.

A proposito: la calamita funziona benissimo. Mappa poggiata sul tubo nei pressi del cercatore. Senza andirivieni dal tavolino. Una goduria !

A memoria puntiamo il Sagittario e osserviamo M22 ed M28, M8 (Laguna) col suo ammasso NGC6544. M20, (Trifida) è molto più timida stasera ma comunque visibile con un po’ di permanenza all’oculare. M8 è davvero enorme. La nebulosità supera ampiamente il campo di 58′ dell’HypZoom a 24mm.
Visto che non abbiamo fretta decidiamo di provare i filtri UHC-S Baader e OIII Astronomik. Con l’UHC-S il contrasto migliora ma nulla più. Il problema è che l’umidità è davvero tanta. Con OIII… non riconosciamo più la laguna ! E’ completamente diversa. E’ diventata un batuffolo di lana tridimensionale con un buco nel centro. Incredibile la differenza con l’immagine senza filtro. Naturalmente abbiamo preso tutta l’estensione che avevamo prima ma l’immagine è davvero bella.La trifida invece sembra beneficiare più del UHC-S che dell’OIII.

A questo punto è d’obbligo usare l’OIII con la regina delle planetarie. M57 nella Lyra è quasi allo zenit. Puntiamo prima senza filtro. E restiamo delusi. Il seeing è davvero pessimo. M57 è inguardabile. E’ la prima volta che mi succede. La si osserva molto bene anche da zone con un certo inquinamento luminoso.
Pensiamo che si possa essere scollimato il tele. Con l’Hotech verifichiamo la collimazione che però appare perfetta. Torniamo un attimo su Giove che però ribolle letteralmente. Evidentemente il seeing sta peggiorando. Intanto Io ha superato il bordo ed è entrato nel disco di Giove. Un puntino nero nitidissimo fa da contrasto all’immagine ribollente del pianeta. Mentre osservo, all’improvviso l’aria si ferma. Non dura più di 2-3 minuti. Il tempo di sfilare repentinamente lo zoom ed infilare l’HR e, anche se per pochissimo, mi godo il miglior Giove che abbia visto da quando ho il dob. A 250x l’immagine è perfetta. Il dischetto nero di Io, bande colorate su tutto il disco del pianeta, festoni, ghirigori stupendi all’interno delle due bande più scure. Non faccio in tempo a prendere la barlow… che una leggera brezza mi fa capire che è finita la pacchia. Ed infatti l’immagine si sfoca repentinamente.

Intanto Fortunato si diverte a scorazzare con il rifrattore. Nonostante la serata infame passeggiare lungo la Via Lattea con un rifrattore è sempre entusiasmante. Punta il Cigno e la Nord America. Nel cercatore l’ansa del Messico diventa evidente dopo aver capito che la osserviamo testa in giù. Con il rifrattore il campo è troppo piccolo per apprezzarla anche se si nota una zona semicircolare più scura.

Intanto ci gustiamo altri oggetti che conosciamo a memoria. M71, globulare nella Sagitta ed M27. Quest’ultima è davvero estesa, un po’ più slavata di altre volte ma comunque bella. Con L’OIII percepiamo meglio le aree più rarefatte.
Poi M13. Non è serata da galassie ma la vicina NGC 6207 è facile ed evidente. Poi, saltando di qua e di la, senza ausilio delle mappe ma solo della memoria, abbiamo osservato gli ammassi aperti nel Sagittario: M21, M23, M24. Più sopra c’è l’Omega… ma Fortunato mi chiama.

Con il rifrattore acromatico ha creato un accrocchio da far terrorizzare il povero focheggiatore: diagonale + barlow 2x + HypZoom. E con quello sta osservando Giove ! E devo dire che nonostante tutto l’immagine a 150x – pur con il doveroso alone violetto – è davvero godibile. Sarà che l’apertura minore o le lenti risentono molto meno del seeing. Le due bande sono abbastanza contrastate, il dischetto nero di Io proiettato sul disco di Giove è netto e si intravede anche qualche festone ! A quel punto proviamo il Contrast Booster per ridurre l’alone violetto, ma l’immagine è più contrastata senza (secondo me troppe lenti, prismi, barlow, ecc.) Non contento proviamo anche l’OIII ! Giove verde non è il massimo ma in effetti notiamo del contrasto in più sulle bande. Ma siamo ormai OT con l’astronomia… Ritorno al dob per puntare Giove. Ma l’immagine è troppo sfumata. Il seeing sembra essere peggiorato. L’immagine è migliore nel rifrattore.

Il Cigno è ancora allo zenit. L’anno scorso – in una serata davvero migliore – ci siamo goduti una Veil eccezionale, con e senza filtro UHC-S. Riprendo la mappa e punto… Ma dov’è ? Niente. Io e Fortunato ci alterniamo per circa 10 minuti ma niente. Non viene fuori. Tolgo l’HypZoom ed inserisco quello di Fortunato opportunamente dotato di OIII. Metto a fuoco una NGC 6960 assolutamente fotografica ! Da non credere per estensione e densità. Naturalmente il tour continua con le altre componenti. NGC 6992-95 e per la prima volta osserviamo con chiarezza anche NGC 6979.
Osserviamo per circa 20 minuti in lungo e in largo la Veil con l’Hyp zoommando dentro e fuori le stupende volute di gas che ci appaiono come le vecchie foto in bianco e nero. Per curiosità riproviamo senza filtro. Nulla. Niente, anche soffermandoci ed in distolta non riusciamo a staccare nemmeno un brandello di nebulosa dal fondo del cielo. Va solo leggermente meglio con l’UHC-S, nel senso che almeno riusciamo a percepire NGC 6960 e la parte più densa di NGC 6992-95. Per niente NGC 6979.

Intanto verso Nord si inizia ad intravedere il doppio ammasso del Perseo. Intravedere? Ma che serata strana. Normalmente non si può non notare immediatamente. Anche M31 che pure è abbastanza alta non è luminosa come al solito. NGC 869-884 vanno osservati necessariamente nel rifrattore, che li mostra comunque in tutto il loro splendore. I colori di alcune stelline sono però più pallidi di altre osservazioni.
M31 è sempre imponente, anche nel rifrattore ed anche in una serata come questa. M32 ed M110 sono evidenti. Con il dob il campo è più ristretto ma una prima banda scura appare quasi immediatamente. Per la seconda bisogna lavorare in distolta.

Alternandoci ora al rifrattore ora al dob abbiamo osservato molti altri oggetti che ora faccio davvero fatica a ricordare. Sicuramente M33. Non visibile ad occhio nudo nemmeno in distolta. Appena percettibile in distolta con il rifrattore e flebile anche con il dob. NGC 752 ammasso aperto in Andromeda. M11, Collinder 399 con il rifrattore. Ricordo una fugace vista di NGC 457 e NGC 456 in Cassiopeia.

E poi, naturalmente, ogni tanto un’occhiata al transito di Io su Giove, con visione mozzafiato del satellite luminosissimo sul bordo del pianeta all’uscita.

Alle 3.00 eravamo stanchi ma felici. Certo, non abbiamo visto assolutamente nulla di quanto preventivato e, per saltare di palo in frasca ce ne siamo persi di oggetti… ma siamo tornati verso casa col sorriso sulle labbra.

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